CARTOLINE DI VIAGGIO

FOTOGRAFIA / PHOTOGRAPHY

 

 

2013-14, ink-jet printing, 86×56 cm

in mostra / on display:

  • Fotonotte#4 – Leolab, Trieste, 2016
  • Dissidentici#2 – Associazione Rizoo – Museo Etnografico di Belfiore di Pramaggiore (Ve), 2014
  • Gorizia Photography Week, 2014

 

Le cartoline di viaggio raccontano di città e paesi, dei loro centri storici, di presenze architettoniche, di vuoti, di strade, di luoghi importanti, di luoghi periferici.Il soggetto è lo spazio urbano, progettato o stratificato nel corso del tempo; o, meglio, la costruzione dello spazio urbano e la ricerca della sua forma.Grandi piazze, vicoli stretti, architetture antiche, edifici moderni, parchi e bisonti notturni, autostazioni tecnologiche, giostre felliniane, illuminazioni glaciali, lampioni di ghisa, alberi isolati, edifici in linea, edifici cubo, edifici impalcati da decenni, spazi accoglienti, spazi abbandonati.La cartolina di viaggio è di per sé ricordo di un momento vissuto in un determinato posto, è la rappresentazione di un’idea di un luogo. La sequenza, oltre all’intento documentario e alla comunicazione portata dalla singola immagine, ha l’intento di rappresentare per confronto, con contraddizioni e somiglianze, le forme e i materiali degli spazi. Sono i luoghi urbani, simili per cultura, che noi stessi costruiamo e che allo stesso tempo influiscono sul nostro modo di vivere e sulle nostre relazioni; sono i luoghi che possiamo quotidianamente visitare, vedere, vivere. E’ una ricerca su ciò che c’è, che già esiste e che la fotografia può registrare.

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The travel cards tell of cities and towns, of their historic centers, of architectural presence, voids, roads, important places, suburbs.The subject is the urban space, designed or layered over time; or, rather, the construction of urban space and the search of its form.Large squares, narrow streets, ancient architectures, modern buildings, parks and nocturnal bisons, , technological stations, glacial lights, cast iron lamps, isolated trees, buildings in line, cube buildings, buildings scaffolded since decades, cosy spaces, abandoned spaces .The travel card is by itself the memory of a time lived in a certain place, it is the representation of an idea of a place. The sequence, in addition to the documentary intent and the communication flow from the single image, has the intent to represent for comparison, with contradictions and similarities, shapes and materials of the spaces. There are represented the urban places, similar to culture, that we build by ourselves and that at the same time affect the way we live and our relationships; there are the places that we visit every day, see, live. It ‘a research on what is there, that already exists and that photography can record.

 

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